Nerovital by EXPOYES srls - www.nerovital.it - vendite@nerovital.it - Contattare: Dott.ssa Cinzia Battistini 339 369 2369

Il Tannino

Il termine tannino è stato per la prima volta utilizzato nel 1796 per indicare una sostanza chimica presente negli estratti vegetali capace di combinarsi con le proteine della pelle animale in complessi insolubili, di prevenirne la putrefazione da parte degli enzimi proteolitici e trasformarla in cuoio. Questa capacità di legarsi ai composti contenenti azoto (proteine e alcaloidi) si riflette nella qualità astringente di molti vini rossi.

I tannini sono composti polifenolici comuni nelle piante vascolari, di cui la più ricca è il Castagno (Castanea sativa) che ne contiene, all'interno dei suoi tessuti, circa il 7% del totale in peso.

Nelle angiosperme in particolare sono associati ai tessuti legnosi. Nella cellula vegetale i tannini sono separati dalle proteine e dagli enzimi del citoplasma, ma quando avviene una lesione (attacco da parte di erbivori) la reazione tanninica può rendere meno assimilabile la pianta per il predatore.

Una funzione importante del contenuto in sostanze tanniche del legno è la sua capacità di migliorare la conservazione del legno stesso in ambiente umido, utile soprattutto per il legname navale per impedirne o rallentarne la degenerazione.

Le fonti più ricche di tannini sono le cortecce di piante come quercia, castagno, abete, acacia; utilizzato nella concia delle pelli. Il tannino era temuto dai pittori su tavola, perché poteva sprigionarsi anche da supporti già stagionati e macchiare di scuro alcune parti del dipinto.

Si distinguono due classi di tannini, distinte dal percorso biosintetico di formazione e dalla stereochimica:

Tannini idrolizzabili

Si dividono in gallotannini (esteri dell'acido gallico e del glucosio) e in ellagitannini (estere dell'acido esaidrossidifenico e glucosio).

Essi sono facilmente idrolizzabili da acidi deboli, ad alte temperature si decompongono dando pirogallolo, un composto epatotossico e fortemente irritante, e sono ad alto peso molecolare.

Tannini condensati o flavanoli

Un termine alternativo è proantocianidine. A livello biogenetico sono fortemente apparentati ai flavonoidi.

Essi non sono facilmente idrolizzabili, si decompongono in condizioni alcoliche acide dando i pigmenti rossi detti flobafeni, hanno la struttura di un flavan-3-olo polimerico, contengono da 2 a 8 unità di catechina. Sono fortemente antiossidanti e agiscono in maniera sinergica anche con l'acido ascorbico. Abbassano la pressione arteriosa, riducono l'aggregazione piastrinica, possono aiutare a ridurre i rischi di danni alle coronarie e sono antivirali e antibatterici.

Le proantocianidine oligomeriche possiedono proprietà antitumorali, sono angioprotettive e prevengono il danno da radicali liberi.

Florotannini

È una terza classe di tannini, identificata recentemente in molte specie di alghe brune.

Fonte Wikipedi


Studi del Dott. Rodolfo Graziani
Medico Veterinario ed esperto di Studi Botanici

    Relazione del Dott. Rodolfo Graziani
    Medico Veterinario ed esperto di Studi Botanici

    ENC

    ESTRATTO ( idrolizzato) NATURALE DI CASTAGNO
    Cesena, 30/08/2005
    Molto è stato scritto circa l'utilizzo dell' ENC come materia prima di origine vegetale nella alimentazione dei ruminanti.
    La utilizzazione dell'ENC nelle diete è regolata dalD.L.360 del 17/08/99 (G.0 n.246 S.G 19/10/99), che considera l'ENC un mangime semplice della categoria altri vegetali loro prodotti e sottoprodotti.
    Già da anni esso viene utilizzato per migliorare gli accrescimenti in peso su vitelli di oltre 350/-400 Kg al fine di raggiungere il peso di 600/700 Kg in 18/20 mesi, risparmiando in modo significativo energia e costi e migliorando la qualità della carne, la salute degli animali, l'appetibilità degli alimenti e riducendo l'assorbimento dei metalli pesanti
    Nelle bovine da latte aveva dimostrato la capacità di aumentare la produzione del latte migliorando la qualità sia in proteine che in grassi, diminuendo sensibilmente le perdite azotate e favorendo il passaggio bay-pass di proteine digeribili dal rumine ai prestomaci.
    Recenti lavori hanno dimostrato che l'utilizzo di ENC nella alimentazione dei ruminanti riduce in modo significativo l'infezione da parassiti interni ed intestinali negli stessi animali utilizzatori.
    Finora mancava, però, un informazione adeguata sull'utilizzo dell' ENC sugli animali monogastrici, cosicché il suo utilizzo in polli da carne pesanti è stato determinato da TRE condizioni particolari:
    ( Dicembre 2004)
    i) La presenza di feci molli e non ben digerite frequentemente riscontrabili ( di cui è difficile individuarne le cause in tempo utile considerata la rapidità dei cicli) in polli allevati con sistema intensivo ( elevata numerosità per m2) dopo i 30/35 gg di età.
    2) Le conoscenze farmacologiche sulle attività dei tannini come cicatrizzanti di superficie ed astringenti, per quanto riguarda l'apparato digerente se utilizzati in alimentazione per la loro azione topica locale.
    3) La necessità di migliorare le condizioni di utilizzo delle lettiere, per non creare le condizioni negative che favoriscano l'insorgere di patologie ed alterazioni cutanee in grado di declassare le produzioni a causa del verificarsi di podoflemmatiti, ulcere e piaghe ai cuscinetti plantari ed alle articolazioni tarso metatarsiche, bursiti e necrosi da decubito sulla pelle in particolar modo alla regione del petto.
    L'unica controindicazione al suo utilizzo era la convinzione, (dovuta a scarsa informazione e conoscenza del prodotto), che i Tannini, in senso lato, coniugandosi in maniera stabile alle proteine dell'alimento potessero agire come fattori antinutrizionali.
    Tale convinzione, era suffragata dagli scarsi risultati zootecnici ottenuti nei volatili, dall'impiego, nelle loro diete, del Sorgo rosso, non avendo precisato l'azione degli stessi diversificandola fra i tannini classificati come idrolizzabili e quelli invece classificati come condensati.
    L'utilizzo di ENC, nella dose dello 0,15%, in maniera continuativa ( ed in alcuni casi nella dose di 0,250 , quasi ad uso terapeutico) in polli da carne maschi dal 35°- 4o° di vita al raggiungimento del peso di Kg. 3,500/4,000, ha, non solo smentito una eventuale azione negativa dal punto di vista nutrizionale , ma ha effettivamente migliorato le performance zootecniche dei gruppi trattati.
    I miglioramenti più significativi e consistenti si sono evidenziati sulla qualità delle feci escrete , ben digerite e ben composte per la loro diminuita umidità, che ha determinato un miglioramento delle lettiere, tali da condizionare favorevolmente l'ambiente e la qualità della vita degli animali allevati, verificando come conseguenza:
    i) Miglior aspetto generale dei Soggetti
    2) Miglior pulizia del mantello
    3) Miglior colore delle creste
    4) Consistenti diminuzioni di lesioni ai tarsi ed ai cuscinetti plantari.
    5) Assenza di bursiti e piaghe alla regione del petto.
    6) E conseguentemente migliori condizioni Igieniche generali tali da migliorare la Self-Life del Prodotto macellato.
    Credere che tali risultati potessero essere determinati solo dalle capacità del Tannino ( o dei Tannini) quale astringente ad azione topica locale,  impiegato nella dose di 150 gr ogni 100 kg di mangime,  cioè pari a 0,15 gr per Kg di alimento, è parsa essere una risposta talmente semplicistica da non essere credibile.
    Pertanto questa domanda necessitava di una risposta da ricercare nella eventuale letteratura scientifica esistente.
    Un lavoro circa i risultati emersi da Studi condotti sulla Farmacologia e Tossicità di ENC eseguito presso L'Università di Lubiana dai Prof. U.S Kubic, Silvestra Kobal,e Irena Ruprik,dimostravano la capacità di un prodotto contenente Tannino estratto dal castagno :
    i) di normalizzare le diarree di varia natura nei suinetti e nei ratti anche quando esse erano indotte artificialmente dalla somministrazione di olio di ricino.
    2) Che queste sostanze avevano bassa tossicità
    3) Che il dosaggio a 0,500 gr per Kg. 100 di mangime era in grado di determinare aumento di peso corporeo senza rilevare alterazioni deleterie di alcun genere sull'emogramma, al fegato , ai reni , allo stomaco e alle mucose e membrane intestinali
    4) Veniva comunque notato un aumento di valori del ferro nel siero . Numerosa è la Letteratura citata in proposito dagli Autori.
    Una ricerca condotta negli anni 1992-1993, circa sempre l'utilizzazione di Tannino estratto dal Legno di Castagno nella alimentazione di Suini presso la Cooperativa Agricola di produzione e di allevamento di Lot 46002 Cahors, per conto dell'Associazione Generale dei Produttori di Mais di Montardon, aveva dimostrato che i risultati migliori, riguardanti i dati zootecnici ottenuti, riguardavano l'impiego di tale estratto al dosaggio di 0,15 %, rispetto ai dosaggii di 0,30% e 0,60
    nelle due formule impiegate  in paragone ai testimoni.
    Le forme adoperate erano :
    la prima da Kg 25 a Kg 6o di accrescimento
    la seconda da Kg 60 a Kg 105 di finissaggio.
    Controlli particolari sono stati condotti sulle feci e sulle urine degli animali allevati.
    Le performances migliori si sono ottenute in fase di ingrasso ai regimi di 0,30 %, 0,60%, che sono identiche a quelle ottenute a 0,15%, e migliorative rispetto ai Testimoni senza Tannino.
    In conclusione nella condizione sperimentale ottenuta da questo studio, l'incorporazione del Tannino, ricavato dal legno di Castagno, nella alimentazione di maiali allevati da macello modificano le performances, migliorandole.
    Al tasso dello 0,15% le performances ottenute, migliorative dell' 1%, non sembrano essere significative.
    Appare invece nettamente migliorata la composizione della carcassa per un aumento significativo dello spessore del Lombo.
    Un lavoro significativo datato 1993 è stato eseguito presso la INRA da P. Raibaud Cepso Crj, Jouj and Josas dimostrava l'attività antibatterica del Tannnino su germi isolati dalla flora fecale umana.
    Si poteva così ipotizzare che l'ENC potesse avere un' Azione diretta sulla Flora Batterica dell'Apparato Digerente del pollo e che i risultati zootecnici ottenuti potessero dipendere da un'Azione equilibratrice della flora batterica stessa, tale da inibire una flora batterica anaerobica e/o anaerobica facoltativa, mesofila e basica, favorendo, data la caratteristica del Ph acido dell'ENC variabile da 3 a 4, una flora batterica acidofila.
    Attualmente si stanno effentuado ricerche a tale proposito.
    Poiché fra gli agenti patogeni causa di forme enteriche del pollame vi sono agenti quali l'Enterobatteriacee appartenenti ai generi di Salmonelle, Pasterelle, Escherichia-Coli, Clostridi, Campylobacter e Stafilococchi  , si sono voluti saggiare tali germi per contatto diretto su terreni solidi e direttamente su piastra, titolati per quantità definite di cariche batteriche con il corrispondente quantitativo di Tannini calcolati in base ai dosaggi impiegati nell'alimentazione con risultati altamente significativi.
    Nella pratica l'uso di ENC a dosaggi di 150g per q.le di mangime è risultato significativo nel controllo delle Coccidiosi ed in altre forme Protozoarie   a dosaggi superiori.

    Estratto naturale di Castagno
    Medico Veterinario ed esperto di Studi Botanici